La nuova barca del San Terenzo in ricordo di Fede

PALIO

La nuova barca del San Terenzo in ricordo di Fede

Varata l’imbarcazione tra festa e commozione: sullo scafo la dedica al borgataro Federico Rozzi, scomparso a 53 anni

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[Da Il Secolo XIX del 19/02/2019]SANTERENZO «Ecco la vera guest star della serata, don Luca Gualdi. S’è fatto un po’ aspettare. Per noi è un onore avere un parroco di San Terenzo».

«Benedirò con gioia la barca, per la seconda volta, dopo la prima al cantiere. La barca però serve a poco se non ha il motore. E il motore siete voi. Cercate di essere migliori dello scorso anno, non sarà difficile…».

Ogni varo ha una magia assoluta. Il varo di una barca da Palio  è qualcosa di più. Se poi avviene a San Terenzo, con la piazzetta fasciata in bianco e verde, i colori sociali, allora diventa anche spettacolo.

E la serenità e la gioia emergono anche dalle battute festose fra il presidente Matteo Passalacqua, euforico per il «risultato storico», ed il parroco don Luca Gualdi, che arriva trafelato dalla Messa, appena conclusa a Villa Carafatti, e indossa la tunica bianca in mezzo alla gente. Quando il don arriva, sta ancora parlando l’ex capo borgata, Giovanni Medusei, che sta passando il testimone a Giorgio Lencioni. Gli consegnano una targa, “al Giova”. Commosso, ringrazia tutti. «Il mio presidente è una persona speciale, è un vulcano, San Terenzo è fortunato ad avere una persona così». Don Luca, che arriva trafelato, in corsa, si diverte: «Beh, concordasse un po’ di più gli orari…». La missione di un pastore è anche quella di calarsi nell’anima della sua comunità. Tutti sorridono. Medusei è emozionatissimo, ripete che una barca «non è un semplice pezzo di legno, ha un’anima». Il sindaco Leonardo Paoletti, che rappresenta come primo cittadino non una ma cinque borgate, è estasiato dalla bellezza di quello scafo numero 9, con i delfini verdi: «Senza parole», scrive, sotto la fotografia.

Ci sono tifose senza età, con il frontino in bianco e verde, sui capelli candidi. Ci sono i bambini, felicissimi. E – naturalmente – ci sono i vogatori. Il senso più profondo del Palio, deve essere questo. L’appartenenza, l’identità. Sullo scafo c’è una scritta, tutta verde. Fede. È lì per Federico Rozzi, mancato a soli 53 anni. Faceva parte della Borgata, il figlio Luca voga fra i ragazzi. Fede c’è, sussurrano commossi i borgatari. E non è un modo di dire. —

 Sondra Coggio
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