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“IL VECCHIO E IL MARE” di Ernest Hemingway

Luglio 26 |21:00 - 23:00

Di e con Sebastiano Somma e l’ORCHESTRA DA CAMERA DELLA CAMPANIA
Lettura scenica adattamento di Lucilio Santoni, con Cartisia J. Somma, Violino M° Riccardo Bonaccini, Violoncello M° Liberato Santarpino. Installazione ad opera di Angelo Accardi, regia Sebastiano Somma.

Somma, attore di cinema, teatro, televisione, affronta un testo pieno di attualità, come del resto lo è sempre la grande letteratura, che non ha mai tempo. La narrazione offre tanti riferimenti alla vita di oggi, tra chi è sul mare e chi no; il racconto è quello di un uomo che vive in umana solitudine la sua vecchiaia e cerca il suo riscatto. La lotta tra un pescatore e la sua preda nel capolavoro senza tempo di Hemingway: una vittoria sofferta che nasconde sempre una sconfitta, in cui lo stesso pescespada, che il pescatore non riesce mai a veder sott’acqua durante la lotta, probabilmente è simbolo di un male più profondo. Una ferita che ogni uomo non può eludere, ma solo affrontare con tutte le forze che ha in corpo. Eterno dramma dell’essere umano che vorrebbe poter conoscere sempre il proprio nemico, sapere con chi ha a che fare.

Il vecchio Santiago sfida le forze incontenibili della natura nella disperata caccia a un enorme pescespada dei Caraibi, e poi nella lotta, quasi letteralmente a mani nude, contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della riuscita nell’impresa. Forse per la prima volta nella sua vita, mentre ingaggia il corpo a corpo coi suoi nemici acquatici, si scopre coraggioso e fiero. Capisce che si può vincere, anche se dovrà realizzare che nella vittoria si nasconde la sconfitta, eterno dramma dell’essere umano. Il pescespada, durante la lotta, rimane sempre sotto l’acqua, il pescatore non lo vede mai, anche se vorrebbe vederlo, vorrebbe sapere con chi ha a che fare: probabilmente è simbolo di un male più profondo, una ferita che ogni uomo non può eludere ma solo affrontare con tutte le forze che ha in corpo.
Il ragazzino Manolin è l’unico che lo capisce e gli è fedele. Ha imparato il mestiere di pescatore e tutti i segreti dal vecchio, ma è costretto ad abbandonare il suo amico di viaggio, per volere dei genitori, che desiderano peschi su un’altra barca con maggior fortuna. Manolin però è molto affezionato al vecchio e, appena può, se ne prende cura come se fosse un figlio: un figlio che sogna i leoni! Nel rapporto intenso col ragazzino e nel ritrovarsi vincitore triste, Santiago trova la ragione della propria esistenza. Dalla loro amicizia capiamo che, probabilmente, il calore umano è l’unico medicamento possibile per alleviare quel male profondo che è dentro ognuno di noi.
Alla fine della sua grande carriera di scrittore, Ernest Hemingway rimedita i temi fondamentali di ciò che ha elaborato negli anni, nella cornice simbolica di un’epica individuale e, contemporaneamente, ripercorre i grandi modelli letterari che, come Moby Dick, hanno reso celebre la letteratura nordamericana.

 

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Dettagli

Data:
Luglio 26
Ora:
21:00 - 23:00
Categorie Evento:
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Luogo

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La Spezia, 19124 Italia
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