Palio del Golfo, quindici anni di squalifica per Liberatore, Giacomazzi e Zampieri

Palio del Golfo, quindici anni di squalifica per Liberatore, Giacomazzi e Zampieri
Mano pesante del Tribunale nazionale antidoping di Roma
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[Da Il Secolo XIX 02/07/2019] – LA SPEZIA La giustizia sportiva ha avuto, per ora, la mano pesante con i tre atleti del Palio del Golfo che la scorse estate erano stati accusati di aver fatto uso di sostanze dopanti durante la gara della Morin. Dopo le richiesta della Procura nazionale antidoping, la Prima Sezione del Tribunale nazionale antidoping ha emesso ieri le sentenze condannando Giuseppe Liberatore e Riccardo Giacomazzi, tesserato Uisp Canottaggio, ad una squalifica di 6 anni, a decorrere dal 1° luglio 2019 e con scadenza al 30 marzo 2025, mentre una pena più lieve è arrivata per Daniele Zampieri, anche lui tesserato Uisp Canottaggio, a cui è stata inflitta una squalifica di 3 anni, a decorrere dal 1° luglio 2019 e con scadenza al 30 marzo 2022.

I tre vogatori sono stati anche condannati al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in 378 euro. L’avvocato Massimo Lombardi ha già preannunciato ricorso contro la sentenza alla Seconda Sezione del Tribunale nazionale antidoping entro il termine perentorio di quindici giorni. Esiste poi anche un livello successivo, cioè un terzo grado, ma al Tribunale arbitrale dello sport di Losanna.

Infatti i tre si sono sempre dichiarati estranei alle accuse e Liberatore ha sempre negato di aver assunto volutamente delle sostanze dopanti.

Ieri, contattato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, in attesa di avere gli atti della sentenza, esprimendo però un grande «senso di amarezza» per tutta la vicenda, oltre alla stanchezza anche di essere ancora sotto i riflettori. Giacomazzi, Liberatore e Zampieri erano risultati positivi al clenbuterolo, «un broncodilatatore che provoca un aumento della capacità aerobica, una stimolazione del sistema nervoso centrale, nonché un incremento della pressione sanguigna e del trasporto di ossigeno ed è pertanto inserito nella lista delle sostanze proibite dalla legge sulla tutela della attività sportive e sul divieto di doping», come si legge nelle carte del Nas dei carabinieri che ha svolto l’indagine.

Tutto era accaduto a margine della gara dello scorso 5 agosto, alla Morin, dopo che l’armo del Cadimare aveva tagliato il traguardo dopo Fezzano, Fossamastra e Muggiano. I militari e gli investigatori dell’antidoping andarono a cercare direttamente quegli atleti, i quali vennero portati nella palazzina della Capitaneria di Porto e sottoposti ad analisi specifiche su richiesta della Nado, l’organizzazione nazionale antidoping.

I controlli furono effettuati nell’immediato dopo gara e solo in serata gli atleti poterono fare ritorno a casa. Quindi prima arrivò una sospensione cautelativa, poi il procedimento davanti la giustizia sportiva ed ora la prima sentenza. —  

Mariano Alberto Vignali

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