Le arie della Bohéme per il Palio

LE ARIE della “Bohéme”, per il talento del tenore giapponese Kentaro Kitaya, apriranno le porte la sera di venerdì 25 luglio sulla passeggiata Morin il villaggio del Palio, dando il via ai dieci giorni di eventi che culmineranno domenica 3 agosto nella disfida tra gli armi delle 13 borgate. A presentare la manifestazione, sotto la regia di Jacopo Tartarini, assessore al Progetto Palio, il sindaco della Spezia Massimo Federici ed il sindaco di Portovenere Matteo Cozzani, Lorenzo Forcieri, presidente dell’Autorità Portuale, il Capitano di Vascello Michele Cassotta, Massimo Gianello, presidente del Comitato delle Borgate e il vice presidente Francesca Micheli, Giampiero Bottero, vicedirettore generale di Carispezia, Carlo Carlini presidente del Consorzio produttori spezzini e gli assessori comunali Andrea Stretti e Corrado Mori. «Ancora una volta la Comunità del Golfo in tutti i suoi aspetti sia sociali che economici, è impegnata nella realizzazione del Palio del Golfo – ha sottolineato Federici – la manifestazione per eccellenza della nostra estate. Un Palio che cresce sempre di più e questo lo si nota anche dal grande interesse che c’è stato per le gare prepalio che quest’anno hanno fatto registrare una grande partecipazione di pubblico e soprattutto di turisti. Il ringraziamento, ancora una volta, va a tutti quelli che si sentono in dovere di dare la loro parte e alle istituzioni e partner privati che anche quest’anno non hanno fatto mancare il loro sostegno. Questa 89a edizione rappresenta una prova generale per l’atteso evento del prossimo anno che dovrà essere ancora più ricco e curato. Questa manifestazione è qualcosa di veramente unico in Italia senza paragoni simili e questo per la natura del nostro Golfo che offre 13 borgate, 13 realtà differenti ma unite all’interno di un Golfo straordinario. Da un punto di vista scenografico e sociale si tratta di un unicum». «Siamo in fondo ad una stagione ricca di colpi di scena e siamo a presentare un calendario ricco di iniziative – ha sottolineato Cozzani – ora dobbiamo unirci tutti per rilanciare il Palio facendo ognuno la propria parte. Il Comune di Porto Venere ha stanziato per la manifestazione il 50% in più dello scorso anno, è un piacere e un orgoglio investire sul Palio». «Da tempo Carispezia sostiene il Palio e anche quest’anno rinnova con orgoglio e entusiasmo il sostegno al Comitato delle Borgate con cui condividiamo valori come impegno, fatica e gioco di squadra – ha aggiunto Bottero –con questa collaborazione confermiamo il nostro ruolo di banca di prossimità sempre attenta alle esigenze della nostra città». «Stiamo presentando l’89a edizione di una manifestazione: un evento che è nella storia – ha aggiunto Forcieri – Il Palio è patrimonio dei cittadini, delle borgate, di chi ci lavora e di tutta la città e noi collaboriamo volentieri alla sua riuscita visto che si inserisce perfettamente il quel ruolo di “Spezia città di mare” che le diverse feste della marineria hanno messo in luce. Quest’anno metteremo a disposizione anche la struttura che fiancheggia il ponte pedonale Thaon di Revel». Tra le novità, a parte la collaborazione con il centro multimediale Dialma Ruggiero e l’esibizione delle band spezzine, la collaborazione nel settore enogastronomico con il Consorzio tra panificatori e mitilicoltori che sulla Morin sta dando vita all’11° festival della focaccia e dei muscoli spezzini. Inoltre la sfilata di venerdì 1° agosto, che sarà aperta dai sidecar d’epoca promossi dal Cams La Spezia e dagli artisti di strada dell’ ”Improstreet” con esibizioni di giocoloria, streetmusic ed arti circensi, attraverserà piazza Verdi che l’assessore Mori garantisce completata sul lato mare per marciapiedi, illuminazione e soletta carrozzabile, lavorando anche la domenica. PIERANGELO CAITI

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Crdd punta ai giovani e al ruolo di outsider

ANCHE quest’anno il Crdd del capo borgata Francesco Costa e del presidente Francesco Reisoli Matthieu Ibertis è riuscito ad allestire tre equipaggi con obiettivi assolutamente ambiziosi, soprattutto quelli riposti nell’armo femminile. Una società che tende a puntare sui giovani e sulla programmazione, cercando di evitare le rivoluzioni, se non strettamente necessarie. I senior sono cambiati per metà. Confermata solo la poppa, formata da Dimitri Caso e Giovanni Cassotta, svezzati e cresciuti in questa borgata, dove vogano ormai da quattro anni. Gli altri sono invece novelli in questa categoria: il terzo remo è Leonardo Bertucci, ex San Terenzo e sulla prua il fezzanotto Andrea Gori. Al timone l’ormai esperto Daniel Pedretti. L’equipaggio, nelle ultime cinque gare, si è qualificato al settimo posto, ma si mira a qualcosa di più ambizioso. «Mi auguro riescano a inserirsi nei primi cinque, anche se quest’anno il livello è davvero alto e i tempi si sono fortemente abbassati », dichiara l’allenatore Claudio Ricco. «Siamo tutti contenti di come sia andata la gara delle Grazie – dichiara Bertucci – perché al di là del risultato sappiamo di aver dato tutto, anche se al palio speriamo di fare ancora meglio. Siamo un equipaggio leggero ed esplosivo – prosegue– ecco perché rendiamo di più nelle prime vasche,mentre poi purtroppo ci facciamo raggiungere da quegli avversari più potenti». Cambia invece quasi del tutto l’armo junior, seguito da Marco Perfetti. L’unica conferma è il capovoga Gianmaria Cristina, al suo secondo anno di voga. Dietro di lui c’è Michele Di Maggio, il più esperto, che arriva dal Muggiano. A prua due ragazzi senza esperienza, che hanno iniziato a vogare quest’anno, Daniele Matteucci e Marco Frediani. L’equipaggio è timonato da Francesco Longardo. La stagione non è stata delle migliori, l’ultima gara in particolare, ma c’è ottimismo, e la consapevolezza di poter fare di più. «In allenamento non andiamo male – dice Matteucci – però in gara sentiamo un po’ troppo la tensione e non riusciamo a esprimerci. Però al Palio non ci voglio andare emozionato, voglio arrivarci carico e dare il tutto per tutto. Mi auguro arrivi un bel risultato domenica, ci aiuterebbe senz’altro per il morale». «Purtroppo questi ragazzi non sono ancora riusciti a esprimersi – dichiara l’allenatore Marco Perfetti – mi dispiace, perché in allenamento vanno bene. La speranza è che vengano fuori al palio». Ma passiamo al vero cavallo di battaglia di questa borgata: l’equipaggio femminile, l’unico dei trentatré armi ad aver vinto tutte e nove le gare che si sono disputate fino a questo momento. A bordo due veterane con un palmares di successi invidiabile: Claudia Calzetta ed Elisa Carpena. Calzetta è la donna ad averne vinti di più, precisamente sette, e subito dopo c’è la sua amica e compagna Carpena, che ha stretto lo stendardo per sei volte. Con lor c’è ancora Martina Schiffini sulla prua, che veste la maglia rossoblu da tre anni. La new entry è il terzo remo, Serena Cappellini, ex San Terenzo. Le ragazze sono timonate dalla piccola Martina De Cesare e allenate da Claudio Ricco. «Ci aspettavamo di fare bene – confessa Schiffini – ma non di vincere tutte le gare. Siamo contente per come sia andata questa stagione, ma non sottovalutiamo gli avversari e teniamo sempre gli occhi aperti. Al Palio ci vogliamo riscattare per la delusione dello scorso anno, ma sappiamo che Canaletto e Lerici, ma anche Fossamastra, saranno lì a lottare con noi. Non sarà facile». Selene RICCO

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Tra miss e gioielli: a Porto Venere il profumo della dolce vita

COM’ERA la vita di paese negli anni della “Dolce Vita”? Le estati trascorse ad accogliere i vacanzieri, che sceglievano la perla del Golfo come meta delle loro vacanze? Le mode di allora raccontati nell’omonimo film di Federico Fellini? Facile ricordarli… emozioni senza tempo che saranno proprio i borgatari del Porto Venere a rievocarli nella sfilata che anticipa il Palio del Golfo, ormai alle porte. Emozioni e sensazioni degli anni d’oro. Non ci sarà Anita Ekberg che all’interno della fontana di Trevi chiamava Marcello (Mastroianni, ndr), ma la scenografia dei borgatari non mancherà certo di incantare. Con i bambini al mare, in costume da bagno dell’epoca, con i barcaioli che fermavano le turiste, soprattutto le belle donne. Con le boutique della Calata aperte per attirare clientela straniera, con i ristoratori che ancora offrono specialità marinare da tutti conosciute. Un tuffo dunque negli anni Sessanta, con i vip che affollavano il borgo. Come lo sceicco di Giordania, Lucchino Visconti e una marea di ammiragli che attivano — e durante la sfilata, attirano — gli sguardi dei passanti. E poi, quella musica che ancora oggi si rivelano cult, e che scatenano delle autentiche standing ovation. Ecco che il Porto Venere, è pronto a raffigurare tutto questo. E lo farà sfilando con due carri: uno che muoverà un’imbarcazione dell’epoca, sulla quale i borgatari si riservano la sorpresa, e l’altro che ospiterà un mega disco-bar, con la presenza di una borgatara che canterà dal vivo. Momento particolarmente folcloristico sarà la rievocazione, proprio durante la kermesse serale, del concorso locale di bellezza: verranno scelte le ragazze della borgata più belle e verranno portate a partecipare al concorso da miss. «Basta storia, basta Medioevo» commenta l’attivissima borgatara Barbara Pazzi, facendo riferimento al tema portato in scena l’anno scorso, che non è valso però un posto nei gradini più alti del podio: i 900 anni dalla nascita delle mura. Tema che comunque valse la vittoria nella sfilata, tanto contesa dalle altre borgate. Quest’anno si cambia musica, anzi epoca. E con il Porto Venere ritorneranno in mente quegli anni per molti indimenticabili. Ecco dunque Barbara, Maura Caprioli, Francesca Gianardi e Graziella Ferrari, impegnate a cucire quegli abiti intramontabili. Stoffe pregiate, recuperate in casa. Macchine da cucire di una volta, ma che ancora funzionano alla perfezione. E poi un tavolino, adagiato in calata… e quel lavoro di sartoria, all’aperto, davanti agli occhi dei turisti e dei residente, non passa certo inosservata. Si incontrano, ormai da tre settimane, tutte le sere. Magari dopo una giornata di lavoro. Sono stanche ma grintose. E imbastiscono per dare il tocco finale con la macchina da cucire “portatile”. Affianco al loro impegno, non è da meno quegli degli uomini, che si danno un grand’affare per far “crescere”, giorno dopo giorno, i carri allegorici: Massimo Pazzi, Pasquale Tinto (responsabile della sfilata), Marco Menta, Ivano Cicciotti, Paolo Daga e Dario Baracco. Loro che, finiti i lavori pesanti, ammirano le donne quando si misurano i capi, o sfoggiano quell’oggettistica degli anni ’60, talmente bella da non poter essere stata buttata via. «Certi abiti, come i pantaloni modello Saint-Tropez, le creiamo ex novo. E li facciamo indossare alle donne che scendono dagli yacht» commentano. Insomma, la sfilata del Porto Venere si preannuncia spettacolare, anche perché vedrà la partecipazione quasi dell’intera gente del paese: previsti, infatti, 140-150 figuranti, tantissimi bambini ma anche adulti. Che in cuor loro si emozioneranno ancora di più, avendo vissuto di persona la “Dolce Vita” portovenerese.

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Musica e folclore aspettando i duemila metri di pura passione

DODICI giorni e poi la grande attesa terminerà. Ore e ore di fatica, in mare, per gli allenamenti e le pre-palio, con la speranza di vedersi avverare un sogno, lungo un anno. Una magia unica, quella del Palio del Golfo, in programma domenica 3 agosto, la sfida remiera che ogni anno raccoglie migliaia di appassionati, sul molo di passeggiata Morin. Una magia “rievocata” ieri mattina a Palazzo Civico, durante la presentazione di tutta la kermesse, sia folcloristica che sportiva. Tra le varie iniziative illustrate dall’assessore Jacopo Tartarini, la tradizionale sfilata delle borgate che transiteranno su una “rinnovata” piazza Verdi, l’inaugurazione del Villaggio del Palio (venerdì 1 agosto), dove sarà esposta una mostra fotografica realizzata dal professionista Roberto Besana, la cena delle borgate con un tavolo riservato agli anziani dei centri sociali cittadini e la “Notte Blu” che vedrà la città animarsi con musica e artisti di strada. Il tutto per aspettare la disfida remiera, con quella trepidazione che già si respira in tutto il Golfo. «Una manifestazione unica nel suo genere — ha detto il sindaco Massimo Federici — alla quale dobbiamo puntare. L’edizione di quest’anno, banco di prova per la 90esima edizione, è stata anticipata da pre-palio partecipate anche da molti turisti». Sulla stessa linea anche il sindaco di Porto Venere, Matteo Cozzani, tanto che ha sottolineato come «il Comune ha investito il 50%in più rispetto allo scorso anno, proprio per concretizzare quel salto di qualità auspicato». Pre-palio, inoltre, sostenute da Carispezia Crédit Agricole, «con entusiasmo, orgoglio e forza di volontà» ha evidenziato il vicedirettore generale Giampiero Bottero. E come ha ricordato Mario Bruchi, per la Fondazione Carispezia, sponsor della sfilata, e il capitano di vascello Michele Cassotta, della Marina Militare. Insomma, tutto è pronto per questa 89esima edizione del Palio. «Anche le polemiche di questi giorni stanno rientrando nelle logiche sportive» ha ammonito Massimo Gianello, presidente del Comitato delle borgate, riferendosi ai dissapori e alle segnalazioni di irregolarità di alcune compagini durante il Trofeo “Carispezia”. Palio che — ha aggiunto il presidente dell’Autorità Portuale, Lorenzo Forcieri — «è dell’intera comunità di Spezia». Una Spezia che si vestirà a festa per l’invasione delle agguerrite borgate, già venerdì 1 agosto, pronte ad aggiudicarsi il premio come migliore sfilata. Sabato 2 agosto, la pesa delle barche a Piazza del Mercato, poi la ‘Notte Palio’, con corso Cavour apparecchiato, i sidecar che sfrecceranno nel centro storico per la rievocazione del ‘Circuito della Spezia’, mentre la musica sarà garantita dall’esibizione di giovani band spezzine a cura del ‘Dialma Ruggiero’ e dell’associazione Musicalmente. La calma apparente della prima domenica d’agosto si sarà soffocata dalle tifoserie, tra cori, colori e gli immancabili fumogeni, che si accalcheranno sulla Morin, formando un unico tappeto colorato. Lo starter darà il via alla gara femminile alle 17. A seguire, alle 18, alle sagole gli junior. Poi il silenzio si imporrà alle 19.15 per la commemorazione dei caduti in mare, prima che un unico grido accompagni gli equipaggi senior per gli ultimi 2000 metri di pura passione. La notte illuminata dai fuochi d’artificio festeggerà i vincitori, attesi lunedì 4 agosto in piazza Bayreuth per la premiazione. E così, una nuova pagina della storia spezzina rimarrà incisa in maniera indelebile. Laura PROVITINA

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Non si deve mai dare per morti i vecchi Pirati

A CADIMARE si sa solo vincere. Questa è gente che pretende tanto, forse più degli altri, ma ti sa anche restituire qualcosa che non tutti sanno dare. Miria Mori, la presidente, Andrea Tarabella, il capo borgata e Roberto Inserra, responsabile del settore canottaggio, hanno provato a mettere in mare un armo , senior competitivo, ma le cose non sono andate come speravano. I risultati non sono arrivati e alla fine, di comune accordo con i vogatori precedenti, è stato allestito un nuovo equipaggio, allenato da Salvatore Maniscalco. Confermata solo la timoniera, Marilena Cerliani. A bordo nomi importanti, su tutti quello del terzo remo Matteo Gambirasio, vincitore di tre pali, di cui due in maglia bianconera; il record di 11’04”15 è infatti ancora suo. Il capovoga è Gabriele Pindaro, dietro di lui Riccardo Muzzi e sulla prua Cristian Biagioni. Quattro vogatori di indubbia esperienza ma a cui purtroppo manca tutta la preparazione, e non solo quella invernale. «Ci hanno chiamati tre giorni prima della gara di Lerici e siamo andati a dare una mano volentieri – dichiara Muzzi – ma non abbiamo obiettivi troppo ambiziosi, perché ci alleniamo da meno di un mese. Comunque ci metteremo tutto l’impegno possibile per finire la stagione nel migliore dei modi». L’equipaggio junior rimane quasi identico rispetto allo scorso anno. Confermati Simone Viaggi, Riccardo Ferdani e Leonardo Inserra. Sulla prua Jacopo Oreggia che, dopo un anno al Canaletto, torna a vogare per il proprio paese. L’armo è timonato da Luca Manganelli e allenato da Samuel Ferragina. I ragazzi si giocano il terzo posto con il Marola in classifica Carispe, e sono senz’altro tra i più competitivi, subito dopo Canaletto e Porto Venere. «Sin dall’inizio dell’anno – dice Oreggia – l’obiettivo era quello di vincere il palio, e sappiamo di avere tutte le carte in regola per poterci riuscire. Il Canaletto ha dimostrato di essere più forte però anche lo scorso anno partiva da favorito e alla fine ha perso, anzi, abbiamo perso. Ci aspettavamo più podi, ma le ultime due gare sono andate bene e adesso siamo più ottimisti». L’armo femminile arriva invece quasi totalmente dal San Terenzo. Valeria Cardia e Sara Pagliaro sono infatti nate a bordo della barca bianco verde, e con loro è arrivata anche Serena Maestrini. Loro tre vogano insieme già da due anni, mentre sulla prua c’è Stefania Paveto, ex Fezzano. Al timone la piccola Giorgia Stella. «A Cadimare ci troviamo bene – dice Sara Pagliaro – ma purtroppo, dal punto di vista dei risultati, ci aspettavamo qualcosa di più. Abbiamo cambiato diverse barche e allenatori, ma siamo pronte per dare il nostro meglio». Ad allenarle ora c’è Silvio Pietra. «Da quando le alleno – dice – le vedo serene. Al palio faranno una bella gara, e non è escluso che ci potremmo portare a casa la vittoria». Domenica alla Venere, le ragazze non sono riuscite a gareggiare a causa della rottura del timone, ma si dicono soddisfatte per aver vinto il ricorso. «Avevamo voglia di gareggiare – dice ancora Sara – ci siamo rimaste male, però siamo felici che almeno ci siano stati ridati i dieci punti per il campionato provinciale». PIERANGELO CAITI

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Fezzano fa paura alle Grazie e ora il Palio si fa più incerto

UN grande Fezzano si impone di misura sulla barca delle Grazie nella gara senior e proprio nelle acque di casa porta via la vittoria ai graziotti riaprendo di fatto sul campo, dopo pretestuosi ricorsi e polemiche, i giochi della 89° edizione del Palio del Golfo che sembravano ormai fatti. Nelle altre due gare nessuna sorpresa in una domenica uggiosa caratterizzata da possibili piovaschi ma con mare calmo, con il solito Crdd nettamente primo nella gara femminile e un Canaletto implacabile in quella junior. Ma vediamo subito i risultati. L’armo femminile del Crdd composto da Claudia Calzetta, Elisa Carpena, Serena Capellini, Martina Schiffini, timoniere Martina De Cesare è arrivato primo nel tempo di 5’41”44 (domenica scorsa a San Terenzo nella gara della Venere Azzurra aveva vinto in 5’50”32, mentre lo scorso anno alle Grazie aveva vinto il Lerici in 5’52”69), secondo Canaletto in 5’44”78, terzo Fossamastra in 5’48”15, quarto Cadimare in 5’51”73, quinto Lerici in 5’53”25, sesto Fezzano in 5’55”79, settimo Le Grazie in 5’56”01, ottavo Muggiano in 5’58”91. Nella gara junior nuovo grande successo del Canaletto di Leonardo Richiusa, Andrea Frascadore, Luca Castellani, Claudio Gori, timoniere Alessandro Bonacorsi che vince nel tempo eccezionale di 5’18”14 (domenica scorsa a San Terenzo aveva vinto in 5’30”37 e lo scorso anno aveva vinto alle Grazie in 5’33”48), secondo il più agguerrito rivale Portovenere in 5’26”47, terzo Cadimare in 5’27”10, quarto Marola in 5’29”20, quinto Muggiano in 5’31”55, sesto Fezzano in 5’32”06, settimo Lerici in 5’35”13, ottavo Fossamastra in 5’35”34, nono San Terenzo in 5’39”53, decimo Crdd in 5’42”09, undicesimo Venere Azzurra in 5’54”38. Ritirato Le Grazie per salto di boa. Nella gara senior per la prima volta sul gradino più alto del podio il Fezzano di Pietro Campigli, Patrizio Pierleoni, Andrea Migliorini, Mattia Danubio, timoniere Emanuele Smecca, sino ad oggi arrivato tre volte secondo e che abbiamo visto allenarsi anche nelle ore più calde della tarda mattinata in prove di partenza a voga arrancata e giri di boa. Il Fezzano è arrivato primo al traguardo dei duemila metri nell’ottimo tempo di 10’48”23, domenica scorsa Le Grazie aveva vinto a San Terenzo in11’09”96, ma lo scorso anno alle Grazie avevano vinto proprio i verdi del Fezzano che stavano dominando la stagione e sarebbero poi crollati nella giornata del Palio ( l’equipaggio di allora era molto simile all’attuale con Daniele Zampieri, Patrizio Pierleoni, Andrea Migliorini e Mattia Danubio, timoniere il solito Smecca), nel tempo molto più elevato di 10’55”59. Secondo Le Grazie in 10’49”67, terzo Marola in10’55”26, quarto Fossamastra in 10’58”21, quinto Canaletto in 11’03”58. A seguire Portovenere in 11’03”97, Crdd in 11’06”76, Muggiano in 11’08”93, Venere Azzurra in 11’09”29, Lerici in 11’13”48, Cadimare in 11’25”77, San Terenzo in 11’29”63. Ritirato Tellaro, vittoria nella combinata al Canaletto. PIERANGELO CAITI

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Lerici vuol essere più forte anche della sfortuna

PIÙ che negativa, una stagione sfortunata. Dei tre equipaggi con i quali quest’anno il Lerici si presenterà al palio, nessuno, per un problema o per l’altro, è riuscito ad allenarsi in modo continuativo. Che l’armo femminile sia tra quelli su cui, la borgata del presidente Marco Greco e del capo borgata Marco Zoccali, ripone maggiori speranze non è certo una novità. Più modeste le aspettative degli equipaggi maschili, ma sempre ambiziose. La stagione senior non è stata particolarmente positiva, ma il nono posto di domenica scorsa è segnale di crescita. L’equipaggio, allenato da Mario Casassa e Tino Brondi, è stato quasi del tutto rivoluzionato dopo lo scorso palio, l’unica conferma è Mattia Cito, a prua. Il capovoga è Marco Venturini, atleta d’esperienza, che ha anche già allenato. Dietro di lui siede Marco Tamberi, un altro vogatore esperto, che lo scorso anno affrontò il palio in maglia gialla. Al terzo Filippo Barilari, al suo primo anno nella categoria senior. I ragazzi sono timonati da Annalisa Mencacci, la nipote di uno dei personaggi che hanno fatto la storia del Palio, e in particolare del San Terenzo, Dismo Mencacci. «Una stagione difficile – dice Cito – perché per tutto l’inverno ci siamo allenati in tre. Poi è arrivato Tamberi a stagione iniziata,ma dopo che si sono interrotti i rapporti con Taraborrelli, siamo nuovamente rimasti in tre poche settimane fa. Ora insieme a noi c’è Barilari, che ha sposato la causa con grande entusiasmo e dedizione. Sappiamo di avere poco tempo – prosegue – ma non ci facciamo abbattere, e siamo convinti che il nostro vero valore verrà fuori il 3 agosto». Malgrado i cambiamenti, la società, comunque, ringrazia anche chi ha lasciato: «Il nostro ringraziamento – dice Greco – va a Riccardo Taraborrelli e al padre Flavio per l’impegno e la professionalità». Quello junior, allenato da Renzo Orsoni e Marco Zoccali, è un equipaggio in forte crescita rispetto all’inizio. A poppa Federico Moggia e Riccardo Lupi, le uniche due conferme. Al terzo remo Nicola Iardella, ex Crdd e sulla prua Manuel De Cola, al suo primo anno di voga. Al timone sempre Annalisa Mencacci. «Abbiamo iniziato ad allenarci seriamente da un mese– dice Lupi –perché i problemi fisici e scolastici hanno ostacolato la preparazione. All’inizio pensavamo di accontentarci del risultato che sarebbe venuto –confessa – ma con le ultime gare abbiamo acquistato fiducia e puntiamo al podio». L’equipaggio femminile, allenato da Marco Greco, è un armo di campionesse, tre di loro, ossia Chiara Lazzoni, Sara Pintus e Sara Galletti, hanno vinto già due palii e detengono il record di 5’55’’08 ottenuto nel 2012. L’unica new entry è Caterina Ruscica, ex Fezzano. Al timone Suamy De Cicco. Il miglior risultato lo hanno ottenuto a San Terenzo, dove sono arrivate seconde, ma di fattole ragazze non hanno ancora avuto modo di confrontarsi realmente con gli avversari, perché ogni gara è stata compromessa. «Pensavamo che la varicella che ha preso la nostra pruista ci condizionasse meno – confessa la capovoga Lazzoni – invece c’è stata una ricaduta e anche la scorsa settimana ci siamo allenate poco e niente. Non siamo mai riuscite a dare il massimo delle nostre possibilità, per questo motivo non ci abbattiamo, e sappiamo che allenandoci senza ostacoli da qui al palio, quel giorno riusciremo a fare una bella gara». Selene RICCO

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Tregua tra le borgate, oggi tutti in acqua alle Grazie

SARÀ lo specchio d’acqua delle Grazie nella baia di Ria a ospitare oggi alle 17, con la gara femminile, la penultima prepalio del Campionato di Canottaggio a sedile fisso Uisp 2014. La gara senior prenderà il via alle 19 con l’armo di casa nella corsia centrale numero 7 che spetta alla borgata che guida la classifica provvisoria di categoria. Ai suoi lati Canaletto e Fezzano, Portovenere e Marola, Fossamastra e Muggiano, Crdd e Lerici, San Terenzo e Tellaro. In settimana, pioggia di comunicati da Comitato delle Borgate e Lega Canottaggio a dimostrazione di quanto stia arricchendosi di pathos l’avvicinamento al Palio del 3 agosto e di quanto crescano aspettative e polemiche. Molte le sanzioni irrogate dal Giudice Unico che ha confermato quella a Paolo La Valle e al Portovenere rigettandone il ricorso (sanzioni e squalifica saranno applicate oggi) e ribadito due giornate di squalifica (oggi e domenica prossima) a Paolo Dini del Canaletto (oltre a 400 euro di multa alla società) per non aver osservato una precedente esclusione dalla presenza in mare durante l’ultima gara. Il Giudice Unico ha invece valutato come efficace l’inibizione dell’armo femminile della Borgata di Cadimare alla regata del 13 luglio stabilendo che la partecipazione regolare alla gara in analisi, da parte dell’armo in questione, sia stata inibita da fatti o cause di colpa, negligenza o dolo non imputabili all’equipaggio dello stesso armo o alla Borgata a cui l’armo fa riferimento e assegnava così all’armo femminile del Cadimare il punteggio medio tra i punteggi regolamenti attribuibili nella giornata di gara in questione pari a 10 punti. Nuove direttive della Lega che dispone come «il cuscino posto a protezione sulla seduta di voga deve essere realizzato solo con gommapiuma tradizionale non ricoperta o imbustata in un unico pezzo». Intanto, riunione urgente tra le borgate riunite in Comitato «per giungere a un punto conclusivo delle discussioni, talvolta poco eleganti e spesso al di fuori della mera questione tecnica, che hanno caratterizzato gli ultimi giorni. Esce come messaggio chiaro e univoco da parte di tutti – dice il presidente del comitato, Massimo Gianello – la volontà delle tredici borgate di garantire la solidità del movimento e di chiarire che le dichiarazioni rese nei giorni scorsi, peraltro spesso a opera di singoli borgatari nemmeno tesserati, non sono mai state volte a offendere né la gente delle singole borgate né gli atleti ne i tesserati tutti». Le questioni tecniche? «Se ne occupa la lega canottaggio, ma rimane solo una questione tecnica, non è interesse né volontà di nessuno trasformarla in ciò che non è, ovvero una questione personale o “di paese”» PIERANGELO CAITI

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Un mattone dopo l’altro: così la Venere Azzurra celebra il castello

L’INGEGNOSITÀ è di casa nella borgata della Venere Azzurra, che dopo aver proposto “Tutti al mare” come tema della sfilata 2013 — con i figuranti in costume da bagno per le vie e le strade spezzine — quest’anno si è cimentata in una scenografia che si preannuncia spettacolare. Entrando nei locali della sede del centro sportivo di Falconara, ritrovo da oltre un mese delle donne e degli uomini impegnati nei preparativi della kermesse, si respira odore di vernice fresca: Irene, Federica, Rossella, Laura, Sara e Mara non sono piegate a cucire o a tagliare le stoffe dei vestiti… si danno alla manodopera, e dipingono quel carro che verrà portato in scena. Con loro Mattia, Ivan, Riccardo (il capoborgata), e Francesco, che si occupano dei lavori più pesanti. Ma se c’è da tagliare il cartone o il polistirolo, le mani femminili si danno un gran daffare. Il cucito è affidato alle anziane del posto, nelle loro case: Natalina, Maria, Luli, Giovanna, «zoccolo della borgata» commenta con simpatia la presidente Irene Lombardo, occhio vigile dei preparativi. Che seguono letteralmente il tema proposto per l’edizione 2014 della sfilata: la Venere Azzurra, “racconterà” al pubblico spezzino la storia del Castello di San Terenzo, come i cittadini hanno voluto difendersi dai pericoli del mare costruendo prima la torre e poi la fortificazione. La responsabile della sfilata, Federica Bruni, tiene a precisare: «Non una casata, non un gruppo di signori dell’epoca, bensì i cittadini hanno arricchito il paese: hanno realizzato le cinta delle mura nel 1200, anche se il primo documento della Repubblica di Genova fa riferimento al 1588 come anno della nascita del castello». Insomma, una storia che verrà presentata nel suo splendore, con l’aiuto dello storico lericino Riccardo Bonvicini, che ha offerto preziose dritte ai borgatari. Durante la sfilata, dunque, il racconto, in diverse fasi, dell’epoca passata, con le tradizioni paesani che precedono il 1200 e quindi con la gente del posto impegnata nella pesca per poi vendere il “raccolto” al mercato di Sarzana. Poi l’arrivo dei pirati, e la costruzione della torre con i mattoni… in polistirolo. Non mancheranno all’opera gli spaccapietra. E infine, la realizzazione della torre…, che sarà “ricostruita” proprio durante la sfilata: “i lavori” del manufatto termineranno infatti davanti alla giuria. Ma non è finita. I borgatari daranno vita anche alle cinta delle mura: ci saranno persone intente a giocare a Tetris che poi, improvvisamente, si piazzeranno davanti alla torre creando una difesa umana. Una grande lavoro, quindi, che verrà inscenato direttamente su strada, per il quale la Venere Azzura sta dando il meglio di se stessa, studiando ogni minimo dettaglio. Oltre 60 i figuranti che si prevedono, con tantissimi bambini vestiti da pirata e altri, invece, che si divertiranno con i giocattoli di una volta, come le bambole di pezza fatte in casa. I materiali utilizzati sono quasi tutti riciclati: «Abbiamo comprato il polistirolo — spiega Federica — nella fabbrica Grafix di Arcola, il cartone lo abbiamo recuperato in giro, dagli avanzi delle ditte della nostra provincia». Un’idea geniale, come quella per recuperare le stoffe da cui ricavare i costumi: «Utilizziamo antiche lenzuola, qualcosina però lo abbiamo comprato, come per esempio la iuta. Il nostro budget — conclude la responsabile della Sfilata — è limitato, abbiamo raccattato in giro quello che si poteva». Spirito creativo e intraprendente, quello delle donne e delle donne della borgata che sicuramente anche quest’anno, come in passato, dimostreranno all’intera città l’attaccamento non solo per la loro Venere Azzurra ma per l’intera città di mare: una passione che scorre nelle vene e che trasmetteranno al resto delle borgate che rendono magico il nostro splendido Golfo. Laura PROVITINA

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Tellaro, la sfida più importante è la sopravvivenza

IL TELLARO potrebbe essere arrivato a un punto di non ritorno. C’è il rischio che la borgata venga addirittura ceduta per fare spazio a qualcun altro, perché, stando alle parole del capo borgata Bartolomeo Cabani, al paese non interessa avere un proprio equipaggio per il quale fare il tifo. «Il paese non si merita gli sforzi che facciamo – dice Cabani – io e la presidente Anna Viviani abbiamo provato con tutte le forze a tirare avanti, ma è difficile, perché a Tellaro interessa solo la sagra del polpo, il borgo fatato e il natale subacqueo, che peraltro ho inventato io. Quando si parla di bomboloni, frittelle e sgabei – prosegue – la gente si fa avanti,ma quando si tratta di lavorare per il palio, ci lasciano tutti da soli». Sono parole forti e dure ma anche un po’ addolorate quelle di Cabani, parole di chi dopo anni di assoluta devozione e impegno, si vede costretto ad alzare bandiera bianca. Bartolomeo Cabani non è un personaggio qualunque, bensì è uno degli autori principali per aver scritto quell’indimenticabile pagina di storia che tutti conoscono. C’era infatti anche lui a bordo del Tellaro nel 1973, quando insieme a Walter Varese, Giovanni Battistelli (al quale è intitolata la borgata per essere scomparso prematuramente nel 1989) e Nicholas Holdswort, con Gino Maricanola al timone, vinse il primo e ultimo palio della borgata numero 11, dopo aver dominato l’intera stagione. L’equipaggio rimase tra i favoriti anche l’anno successivo,ma poi il Tellaro cominciò ad occupare le parti basse della classifica, senza mai riuscire ad allestire un equipaggio veramente competitivo. Questo fino allo scorso anno, quando Matteo Gambirasio, Alfonso Conte, Marco Venturini e Paolo Da Pozzo avevano deciso di tentare la sorte permettendo alla borgata di essere presente non solo per partecipare, ma con obiettivi più ambiziosi. Di fatto arrivò un ottimo terzo posto, che Cabani definisce però come un fuoco di paglia. «Un tentativo di ricostruire qualcosa che è assolutamente fallito – dichiara – l’equipaggio è salito sul podio, ma non abbiamo avuto nessun riscontro con il paese. Eravamo tornati a essere competitivi dopo decenni, ma siamo tornati indietro di quarant’anni. Il risultato è stato fine a se stesso, abbiamo ricevuto una diffida per il sabotaggio della barca e ora, per un motivo o per l’altro, ci ritroviamo con le tasche vuote». Per rimettere lo scafo nelle condizioni di poter gareggiare, sono infatti stati fatti tanti sforzi economici ed è stato fondamentale l’impegno dei pochi volontari. La barca è tra l’altro tenuta a Marola, a causa dell’impossibilità di poter svolgere gli allenamenti nel paese di Tellaro. «Io sono dimissionario – conclude Cabani – ma ho promesso di contribuire fino alla fine di questa stagione perché la presidente mi ha chiesto una mano, e non posso dire di no. Finito questo palio mi levo dalla scena». Selene RICCO

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